Cambiare me stesso, la base di una nuova partenza.
La mia costanza è “leggendaria” solo per cose sbagliate (eh vabbè), chissà se questa volta riesco a dimostrare prima di tutto a me stesso, che quello che sono è sufficente a farmi camminare a testa alta.
E sono ad oggi veramente tranquillo, perchè se avevo un dubbio ora non lo ho più, ora ho capito.
Perchè se fossi dall’altra parte avrei alzato i piedi, e avrei preso il primo treno,bus,aeronavicella spaziale, per chiarire che tutti i miei film non erano film.
Ma così non è stato, e quindi, perchè cruciarsi (ora sopratutto)?
Ora capisco molto bene, l’importanza che ti si viene data, per esempio, se la mia ex sapesse che son stato così (cosa che le ho detto di recente), si sarebbe FIONDATA (cosa che voleva fare), a vedere come stavo. Paradossalmente lo stava pure per fare una tipa a caso di mantova che conosco per passioni musicali comuni.
Quindi, sai cosa? chi ci ha perso sei tu.
Io sono molto meglio.
E ringraziamo il nostro buon santo che non mi interessa dimostrarti in altri modi, meno carini, quanto tu non sia stata corretta a farmi star di merda h24 in un viaggio.

Sto cominciando a capire l’importanza -quella reale- delle persone.
Be strong.

Ho deciso di bucarmi l’orecchio, qualcuno diceva che si bucava l’orecchio ogni volta che succedeva un evento importante nella sua vita o conosceva qualcuno di cui valesse la pena averne sempre un ricordo.
Bene, io mi son bucato l’orecchio a testimonianza per me stesso che questa volta c’è un punto definitivo.

Questa sera proprio all’insegna dello “svago”
Una singola birra alla ciliegia (giusto per capire come fosse, e onestamente sembrava di bere del vino -bleh-) ed oggi niente ubriacatura :D.
Poi a giocare al computer con due amici
[per intenderci quelli con cui ho fatto la famosa “palestra”, la vecchia teca del serpente e con cui nerdavo tempo addietro, recuperati di recente.]
Siamo andati in un pub meraviglioserrimo: La terra di mezzo,
Praticamente una sorta di locale rustico, pieno di ornamenti strani, tavoli nerd, e l’oste.
L’oste è un personaggio che potrebbe incarnare benissimo il classico “Tedesco” vestito con canotta bianca, bretelle e pantaloni verdi, capelli rossi e con la birra in mano. (ma è tedesco o irlandese? o sant’iddio).
Abbiamo ordinato da un menù con tipo 150 tipi di birra, e poi un bel “fritto misto” da dividerci in tre.
Mi sono divertito, fino a quando mi ha preso l’allergia a qualcosa e siamo dovuti uscire #MAIUNAGIOIA mi è venuto prurito ovunque e da starnutire, e onestamente quel posto era caldissimo.
Però dentro è veramente stupendo, un ambiente tra il nerd, la classica birreria e un luogo di ritrovo.
Una sorta di “La scala” come clima, “Neverland” come ambiente, ma mischiato ad una birreria con tavoli e pareti in legno e bottiglie di birra ovunque.
Una sorta di piccola anticamera prima del salone coi tavoli lascia scorrere una vetrata ribassata dove ci sono altre birre e fusti esposti illuminati da un neon blu.
Veramente carina.
Tra poco dormo che domani ho la “parrucchiera” e devo fare un cambio di “acconciatura” (perchè sto usando tutte queste virgolette?)

Comunque le persone su cui posso contare sono sempre le stesse da sempre, (forse alcune in più, forse altre in meno), ma sono la mia “salvezza”, per quanto io ce la metta tutta per combinare guai da quando avevo 16 anni, ci sono sempre.
Quelle che ci sono e che mi dicono le cose in faccia, per quanto a me certe volte non piaccia sentirmele dire.
Però gli voglio bene proprio perchè desiderano solo il mio bene.
Chiunque tiene a qualcun altro veramente in caso di problemi muove il culo e dice le cose come stanno.

Sapete cosa?
Il mio periodo emo finisce, quì ed ora.
Mi sono frantumato i coglioni.
Frantumato i coglioni di dover giustificare cose a tutti, e di dover stare sempre a pensare a perchè cristo la gente si faccia i cazzi suoi sapendo che gli altri stanno male.
“Ehi, il mio motto è: se sta male qualcuno sto male anche io”

Quindi, onestamente, io ho fatto TUTTO ciò che dovevo, potevo e anche di più.
Dunque, sarò sembrato: ridicolo, patetico e coglione (così hanno detto i miei amici) ma l’ho fatto col cuore, e questo mi basta a giustificare le tre cose.

Però insomma, bisogna che la gente capisca che c’è un limite, e quel limite non è dato solo dal buon senso, dalla coerenza o dalle azioni che hanno sempre una conseguenza da una parte o dall’altra.
Quindi, visto che io l’ho capito (e non mi sembra che nessuno dall’altra parte sia venuto di corsa a vedere come stavo, fatta eccezione per gli amici di sempre), per ora considero la faccenda chiusa.

Sarà veramente difficile e doloroso vederla chiusa e con indifferenza dopo questo dolore, ma d’altra parte, ne ho di cose a cui pensare.
Pure troppe.

Per quanta logica, senso, e sapendo quanto bene mi vogliano i miei amici io, continuo semplicemente ad addolorarmi.
Secondo me non è affatto una questione di soldi, da fuori può sembrare, ma io sono certo che non sia così.
Ma conoscendo i fatti, direi che sono sempre stato io a riproporre tutto, direi che per quello non è mai stata interessata al denaro.
Poi certo, ognuno tira le sue somme, chi è coinvolto, chi no, chi la vede in un modo e chi in un altro.
Certo è molto più logico pensare che, solitamente, se qualcuno ci tiene davvero e sa di una condizione così critica, si fionderebbe anche solo a vedere come sta l’altra persona così importante.
Io l’ho sempre fatto, SEMPRE.
Ma forse, non è nemmeno questo il caso.
Io ho una prospettiva che è diversa da quella degli altri, e certamente, diversa dalla tua.
Ma il fatto che tu con la testa fossi altrove, è un dato di fatto, così come io potessi essere imbronciato ad un certo punto, o cupo in altri.
E’ tutto ovviamente relativo, forse pure marginale, rispetto ai fatti.
Comunque mi passerà anche questa, come sempre d’altra parte.

Non posso dare torto ai miei amici, ma non voglio nemmeno dargli ragione, dico solo che la mia prospettiva è invariata.
Questa volta aspetto, e aspetto che se è vero ciò che si è sempre detto riguardo l’importanza, non sia sempre io quello a dover fare qualcosa.

Il sonno non arriva, quello che arriva sono solamente pensieri sconnessi.
Ciò che davvero mi lascia senza parole, è che avrei voluto almeno che mi si fosse chiesto “Ehi, come stai?”
Dopotutto, chi sono io per pretendere tali riguardi?

Edit: too late eh. abbiamo troppo da fare.

Mi sento abbastanza addolorato, ma sopratutto offeso per la mancanza di rispetto.
Potrei veramente fare tante cose, o dirne altre, ma non lo farò; perchè ho scelto da un po’ questa via:
Quella dove spero che la gente capisca, quella dove la coerenza delle cose che vengono dette, -quando vengono dette seriamente- sia davvero poi l’epilogo del tutto.

L’ambiguità, che figata eh?
E’ veramente strano, strambo, offensivo, doloroso, triste ricordare a stento cose tipo: – non ha importanza quando perdo la testa per sei mesi, un anno o due, per qualcun altro, so che tu sei lì. –
Perchè è proprio quella la verità, che mi rende un povero coglione.
Non per quello che faccio, che secondo me è veramente qualcosa di buono e che ho sempre fatto con gioia nonostante fosse difficile (e lo era stato. parecchio) accettare di essere una roccia in un mondo dove tutti sono uccelli. (ah-ah).
Però, il buon senso ci insegna, che se si è con qualcuno a cui tieni, -essendo per altro entrambi liberi di passare un bel momento insieme- in un luogo nuovo, tu possa evitare di passare il 90% del tempo a parlare con la fiamma di turno, sentendo frasi come “Eh vabbè, sogna me come l’altra volta.. questo è meglio degli incubi eh”
Il buon senso ci insegna anche, che quando due persone sono adulte e vaccinate, se qualcosa cambia perchè entra in gioco una, due, tre persone che scombussolano tutto: l’altra persona, se vale così tanto è giusto che lo sappia; perchè quella persona, ha accettato quella situazione molto tempo prima, e ha solo chiesto di essere trattato onestamente a tal riguardo (0 problemi proprio).
Questo è quanto.
Sto da schifo per questo; per il principio di fiducia, per l’idea delle cose dette, delle importanze “certificate”, per le risate in faccia quando malinconico e “imbronciato” parlo di ciò che hai detto nel sonno abbracciata a me; per tutto quello che tu ritieni di non aver detto per giusto motivo, ma che io potrei sapere.
Certo, posso aver avuto il broncio in modo incomprensibile, posso non aver detto tutto; ma il pragmatismo è anche dovuto alla mancanza di empatia che c’era per via del distacco.
Questa è l’unica cosa che mi fa sentire vagamente in colpa; mentre io so esattamente dove sei tu ORA, e mi fa piacere che tu stia passando un bel momento e che tu stia pubblicando le foto, lo giuro; un po’ meno per come sto io.
Ho toccato quasi un punto di non ritorno perchè io mi fidavo.
Mi stavo godendo un momento che sapevo, lo giuro, fosse temporaneo; ma mai avrei pensato di trovarmi in un letto tremolante e con dei tagli sulle braccia e sentire accanto a me solo il freddo rumore delle dita che digitano sul touch screen.
Quando fino a una settimana prima, le attenzioni erano decisamente diverse.
(Poi, per una volta che sto male io davanti a qualcuno :D)
Ho già detto abbastanza. Ho già aperto e chiuso parentesi che sembrano piene di rabbia, ma sono piene di dolore. Quello vero.

Per il resto oggi il medico mi ha detto che il dente del giudizio non è estraibile. Devo prendere degli antidolorifici, e se non passa: si estrarrà ma con circa il 50% di possibilità che il nervo mandibolare della mia faccia smetta di funzionare, ottimo, no?
Mi terrò sto cazzo di dente così, che ha deciso di far radici sul nervo mandibolare, anche perchè di avere mezza faccia paralizzata non ne ho proprio voglia.

L’altro giorno nel #disagio c’era pure in tv Lord of War. Non che mi abbia aiutato molto coi miei incubi, ma l’ho comunque voluto guardare.

Nel mentre continuo a sanguinare fuori tutto il dolore che ho dentro.
Sperando finisca presto.

Let me die slowly, let me die without any noise in the room.
Let me think about what is mine and what is yours.
What i did, and what you did.
Let me think about everything.
Let me sing a song that is hiding your name betwen the sentences.
Let me explain what really is my strenght.
Why are you so blind? why are you so sick?
Everything was set, everything, at least, was what both of us was seeking for.
Everyone is struggling for his/her proper future.
Tell the truth or tell a lie, this won’t change what is hidden inside.
Who was always ready, there to pick you up pieces for pieces?
Who was too much far to share his feelings but close enough to warm your body?
Who know you?
So, now, when you still not realize what is happening to me,can i just ask you a thing?
Let me die slowly, let me die without any noise in the room.
No one know nothing about the time.
My time has been decised before.
My thought, was, to be enough.
So, now, when you still not realize what is happening to me, maybe, can i just ask you a thing?
Let me die slowly, let me die without any noise in the room.
Let me cut my skin to see what is in it, maybe, another part of me.

 

La sveglia, il sorriso e l’ultimo abbraccio seguito da una piccola smorfia di dolore per il mio braccio, che ieri è stato d’aiuto come non succedeva da anni -in un modo o in un altro- a farmi dormire.

E’ come sempre un periodo, forse più o meno pesante.

Forse un periodo; forse.

Forse.. già pensi ad altro.